SEI IN > VIVERE LOMBARDIA > CULTURA
comunicato stampa

"Cieli di Lombardia": a Palazzo Pirelli la mostra di Francesco Zavatta

4' di lettura
60

“Quel cielo di Lombardia così bello quand'è bello, così splendido, così in pace". Da un capitolo della celebre opera di Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, nasce la celebre mostra di pittura, "Cieli di Lombardia". La mostra porta la firma dell'artista riminese, Francesco Zavatta.

Quel cielo di Lombardia così bello quand'è bello, così splendido, così in pace". Il cielo descritto da Alessandro Manzoni nel capitolo XVII deiPromessi Sposi” è il protagonista delle opere di Francesco Zavatta in mostra da oggi a Palazzo Pirelli. “Cieli di Lombardia” è il titolo della personale allestita nello Spazio Eventi della sede del Consiglio regionale della Lombardia.

Il Presidente del Consiglio regionale ha sottolineato come il cielo dipinto da Francesco Zavatta provoca nel visitatore un senso di sorpresa che deriva dall’inaspettato. L’obiettivo della mostra è invitare i lombardi a “fermarsi”, ad alzare lo sguardo al cielo e scoprire o riscoprire la bellezza della loro regione. In mostra una cinquantina di opere in cui i cieli lombardi diventano grondanti di colore, come fossero distese d’acqua. La mostra, curata da Luca Tommasi, si sviluppa su tre percorsi. Il primo è quello dei fili del tram che fanno alzare lo sguardo verso l’alto, per scoprire scorci iconici della città di Milano come la Torre Velasca, San Siro, Palazzo Pirelli, il Duomo e il nuovo skyline della zona di porta Garibaldi. La seconda sezione comprende autostrade, tangenziali e svincoli dove il punto di vista è volutamente basso per fare emergere tutta la bellezza delle cromie calde del cielo. La terza, infine, è dedicata alle montagne lombarde: quadri di grande formato proprio per aiutare lo spettatore a entrare dentro gli orizzonti delle vette accarezzate da cromie dolci come quelle dei rosa o calde come quelle del tramonto. Le opere sono realizzate a olio su tela e con tecnica mista su carta (china, pastelli, acrilici), proprio perché questi materiali permettono tratti veloci, decisi e dinamici.

L’artista – scrive nel catalogo Luca Tommasi - ha nel corso degli anni imparato a scorgere nuove luminosità e ha codificato una rinnovata paletta cromatica restituitagli dalla conoscenza più approfondita del territorio lombardo, che non si limita più agli ‘squarci’ urbani degli inizi, ma che si estende fino al territorio prealpino dove oggi dimora e lavora”.

Francesco Zavatta, classe 1986, è un giovane pittore e artista originario di Rimini, ma milanese d’adozione. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Firenze e si è poi specializzato all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Del 2008 è la prima mostra personale “RiminiRimini”, presso la galleria Redline di Firenze. Nel 2012 si trasferisce a Milano e nel 2014 inaugura “Squarci”, la sua prima personale nel capoluogo lombardo allo Spazio Lumera alla presenza di Elio Fiorucci e Susanna Pagani. E proprio Fiorucci scrive, a proposito delle opere dell’artista, parole di grande profondità: “Io credo che un artista abbia dentro di sé il desiderio che la propria opera possa essere capita, che il proprio linguaggio possa essere compreso. E in questo caso mi sembra che siamo molto, molto avanti”.

Lo stesso Fiorucci, insieme al giornalista e critico d’arte Giovanni Gazzaneo, nel 2015 presentano la mostra “Era lì ad aspettarci” presso la Galleria Civica di Seregno (MB). Nel 2016 torna a Rimini, sua città natale, per “Linea d’orizzonte” alla galleria d’arte Spazio Augeo. Il titolo della mostra nasce da un contributo di Philippe Daverio, che in poche battute coglie un aspetto decisivo della ricerca umana e pittorica dell’artista: “Francesco Zavatta è proprio di Rimini, perché a Rimini hanno tutti una grande tensione alla linea d’orizzonte del sole nascente”.

Nel 2017 presenta una nuova serie di opere sull'Oceano nella personale “Oceani e cittàallo Spazio Lumera di Milano, mentre nel 2019 presenta un nuovo ciclo tematico (il tema delle linee nei parcheggi, negli aeroporti e nelle stazioni) nella personale “Open space” al Museo di Palazzo Marliani Cicogna di Busto Arsizio (VA).

Nell’ottobre 2020 con la mostra “Backup” sono esposte a Rimini le opere nuove sulla serie “Attracchi”, iniziate durante l’emergenza sanitaria di febbraio/marzo 2020.

A marzo 2022, presso l’atrio dell’aula Magna dell’Università Statale di Milano, espone la personale “Fili – L’artista tesse l’impatto di un attimo“, sul tema dei fili del tram che caratterizzano l’ambiente urbano milanese.

All’inaugurazione ha partecipato la Vice Presidente della Commissione Attività produttive che ha promosso l’iniziativa.

La mostra potrà essere visitata fino a mercoledì 26 giugno nei seguenti orari: da lunedì a giovedì dalle 9 alle18, venerdì dalle 9 alle 13. Ingresso libero.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2024 alle 15:15 sul giornale del 07 giugno 2024 - 60 letture






qrcode