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Inter: il congedo di Zhang, l'entrata in scena di Oaktree, il "de profundis" del calcio Made in Italy

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Steven Zhang si congeda, definitivamente, dall'Inter. Dopo otto anni, di cui due come semplice membro del CdA, e cinque anni e mezzo come Presidente, l'imprenditore cinese lascia la guida della società nerazzurra che passa nelle mani del fondo americano, Oaktree.

Entra in scena la prima volta, sotto la “Maduninatinta di nerazzurro, nel giugno 2016 acquisendo il 68,55% delle quote dell'intero capitale sociale dell'Inter. Il Presidente di allora era, ancora, l'indonesiano Erick Thoir. Due anni e quattro mesi dopo, ottobre 2018, rileva l'intero pacchetto azionario, diventando il nuovo Patron di FC Internazionale.

Si chiama Steven Zhang. Nato in Cina nel dicembre 1991, appena 32 anni, già alla guida di Suning International, parte della casa madre, Suning Holdings Group. Così giovane, Zhang scrive una pagina nuova di storia del club nerazzurro. Sono sette, in totale, i trofei vinti: due scudetti (2021 e 2024), due volte la Coppa Italia (2022 e 2023) e tre volte la Supercoppa Italiana (2022, 2023 e 2024). È il terzo Presidente interista più vincente della storia del club, secondo insieme ad Angelo Moratti, e dietro a Massimo Moratti.

Sotto la guida di Zhang, lo scorso anno l'Inter ha sfiorato la vittoria in Champions League, persa per merito di un forte Manchester City che, in quel di Instanbul, tuttavia è stato ben gestito e tenuto a bada dalla “Beneamata”, sfortunata in alcune fasi salienti della gara dove non è riuscita a trovare il goal del pareggio. Pareggio che, se ci fosse stato, avrebbe portato le squadre ai supplementari e, forse, avrebbe potuto cambiare la storia di quella partita.

Ora, dopo cinque anni e mezzo, si volta pagina, un po' costretti a farlo. Un prestito non più pagato e un'intera società che passa in mano a un fondo statunitense, Oaktree. Cosa cambia a partire da questo momento? Si dovrà nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione, un nuovo Presidente, e un nuovo amministratore delegato. Il fondo, in una nota ufficiale, ha subito rassicurato: “non sarà stravolto l'intero management”.

Marotta e Zanetti dovrebbero correre per la Presidenza. Giuseppe Marotta, se non dovesse avere la presidenza, potrebbe avere il ruolo di amministratore delegato. Non dovrebbero esserci problemi a restare per Piero Ausilio. Lo stato attuale dice, quindi, che non dovrebbero cambiare gli uomini ai vertici dell'azienda Inter e non dovrebbe cambiare la strategia di mercato. “Vendere, vendere bene soprattutto, per autofinanziarsi”. Obiettivo far quadrare i conti, puntando così al pareggio di bilancio per, poi, ritornare attivi a partire già dal prossimo anno.

Sul fronte mercato, si sono dette tante cose: dal rinnovo di Lautaro Martinez, passando per l'arrivo di Taremi, fino alla lista dei possibili partenti. In uscita, salvo clamorose smentite, non dovrebbero esserci grosse novità e i nomi finiti sul taccuino, sarebbero invariati: Arnautovic, Correa, Dumfries, forse Sanchez, qualche bel giovane promettente della primavera che possa portare bei soldi nelle casse nerazzurre.

L'unica certezza anzi le uniche certezze in questo momento? Un congedo definitivo e la seguente fine di un'era, l'entrata in scena di una nuova, possibile proprietà, ma un dato di fatto molto triste: il “de profundis” del calcio Made in Italy. Dopo Agnelli, Berlusconi, Cecchi Gori, Della Valle, Pellegrini, Moratti, Dino Viola, Costantino Rozzi, Romeo Anconetani, e tanti altri nomi blasonati nostrani, dentro il nostro stivale il pallone perde sempre più la suaitalianità”.



Questo è un articolo pubblicato il 22-05-2024 alle 10:57 sul giornale del 23 maggio 2024 - 56 letture






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