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Lodi: Scoperti otto lavoratori “in nero” e sedici irregolari in due ristoranti del lodigiano

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Lodi hanno accertato l’impiego di otto lavoratori completamente “in nero” (ossia, non assunti regolarmente e retribuiti con strumenti di pagamento non tracciabili) e sedici irregolarmente impiegati presso due esercizi di ristorazione operanti nel lodigiano.

Più nel dettaglio, i militari del dipendente Gruppo di Lodi, costantemente impegnati in attività di contrasto al fenomeno del sommerso da lavoro e alle connesse manifestazioni di illegalità, hanno sottoposto a controllo due ristoranti della provincia – in un caso, in collaborazione con funzionari dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pavia-Lodi – procedendo alla verifica delle autorizzazioni e della regolarità delle posizioni lavorative del numeroso personale impiegato, anche attraverso l’audizione degli stessi lavoratori ivi rinvenuti.

All’esito delle attività ispettive, sono stati individuati, in totale, otto lavoratori “in nero” (tre presso un ristorante e cinque nel secondo), rinvenuti all’atto dello svolgimento delle mansioni di cameriere, pizzaiolo e addetto alla cucina senza alcuna preventiva comunicazione circa l’instaurazione dei rispettivi rapporti di lavoro, con la conseguente inosservanza, da parte dei datori di lavoro, dei correlati adempimenti fiscali e contributivi. In aggiunta, presso il primo ristorante controllato sono stati scoperti sedici lavoratori irregolari, per i quali il datore di lavoro ha compiuto infedeli registrazioni sul Libro Unico del Lavoro comunicando, senza adeguate giustificazioni, numerosi permessi non retribuiti in luogo di prestazioni lavorative rese, con conseguente evasione contributiva.

Per quanto sopra, oltre a procedere al recupero delle contribuzioni previdenziali ed assicurative evase, con la relativa regolarizzazione e ricostruzione dei rapporti di lavoro a favore dei dipendenti, i Finanzieri hanno irrogato sanzioni amministrative nei confronti delle due imprese controllate che vanno da un minimo di 1.800 ad un massimo di 10.800 euro per ciascuno degli otto lavoratori impiegati “in nero”, nonché da un minimo di 150 ad un massimo di 1.500 euro per ognuno dei sedici lavoratori irregolari individuati.

Le attività di servizio delle Fiamme Gialle lodigiane si inquadrano nell’alveo della costante azione del Corpo a contrasto dei fenomeni del “lavoro sommerso” e dello sfruttamento dei lavoratori, nonché a tutela delle aziende oneste che agiscono nella legalità.



Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2024 alle 09:43 sul giornale del 08 maggio 2024 - 106 letture






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