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Como: Controlli sulla sicurezza dei prodotti. Sequestrati 3.500 articoli

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I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Como, nell’ambito di una serie di controlli volti a verificare la conformità e sicurezza dei prodotti posti in vendita dagli esercizi commerciali della provincia, nei giorni scorsi, hanno sottoposto a sequestro 3.500 articoli potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori.

Nel corso dei controlli, condotti anche a seguito di segnalazioni giunte al numero di pubblica utilità “117”, l’attenzione dei militari della Compagnia di Erba si è concentrata nei confronti di un maxi-emporio di Carugo, ove sono stati rinvenuti e sequestrati prodotti destinati all’igiene dentale e oggetti di bigiotteria risultati privi delle indicazioni minime richieste dalla legge e delle indicazioni dei materiali impiegati per la loro fabbricazione.

In termini generali, si ricorda che, ai sensi del c.d. Codice del Consumo, i prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio italiano, devono riportare obbligatoriamente, in lingua italiana sull’etichetta, sul prodotto, sulla confezione o sul foglio informativo, le indicazioni relative:

- alla denominazione legale o merceologica del prodotto;

- al nome/ragione sociale/marchio e sede legale del produttore o di un importatore stabilito nell'Unione europea;

- all'eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all'uomo, alle cose, all'ambiente;

- ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione ove possano essere determinati per la qualità e le caratteristiche merceologiche del prodotto;

- alle istruzioni, e alle eventuali precauzioni e destinazione d'uso, se utili ai fini della fruizione e sicurezza del prodotto.

Al termine delle attività, il rappresentante legale della società è stato segnalato alla Camera di Commercio di Milano-Monza Brianza-Lodi (competente sulla sede legale dell’azienda) per violazione degli obblighi di informazione del consumatore e di etichettatura dei prodotti.

Tale irregolarità comporta una sanzione amministrativa compresa da 516 a 25.823 euro.



Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2024 alle 09:52 sul giornale del 08 maggio 2024 - 64 letture






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