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Abbiategrasso: malore durante arresto, muore avvocato del cognato del boss

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È stato, secondo gli inquirenti, il "Deus ex machina" di un sistema fraudolento dove il malaffare ha regnato al 100 per cento. Una serie di reati che ha spinto la Guardia di Finanza di Magenta ad ammanettarlo. Durante l'arresto il malore, subito il trasferimento all'Ospedale, poi la morte verso le 16. Così, è deceduto l'avvocato Giovanni Bosco.

L'avvocato Giovanni Bosco, coinvolto nella mega inchiesta che ha scardinato una vera e propria “macchina” costruita per delinquere, è morto nel pomeriggio di mercoledì 17 aprile all'Ospedale di Magenta, in seguito al malore avuto durante il suo arresto. Il legale è stato preso e ammanettato dalla Guardia di Finanza della cittadina lombarda che è andata a prelevarlo, su disposizione della magistratura.

Durante le operazioni di arresto, Bosco è stato colto da malore, appunto, molto probabilmente un infarto e trasportato subito al nosocomio, G. Fornaroli. Le sue condizioni sono apparse molto critiche ed è deceduto verso le 16. Era il cognato di Paolo Errante Parrino, conosciuto come il boss di Abbiategrasso e coinvolto nell'inchiesta Hydra, dove affiorano tutti i nomi e i traffici illegali legati a una delle figure di maggiore spicco dentro Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro.

Insieme all'avvocato deceduto, nell'inchiesta attuale condotta dai magistrati di Milano e dalla Guardia di Finanza, sono coinvolte altre 22 persone. I reati contestati sono molto gravi. Un quadro accusatorio che parla molto chiaro: bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di crediti d'imposta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori. Sempre su disposizione dei giudici milanesi, sono stati sequestrati diversi immobili. Dentro questo sistema costruito ad hoc da Giovanni Bosco, sempre secondo quanto scoperto dagli inquirenti, sarebbe stato coinvolto anche il boss Antonio Carollo, già condannato a 24 anni di reclusione per una serie di reati legati a un'altra inchiesta che tanto ha fatto "rumore": Duomo Connection.

Alla Procura meneghina il compito di accertare verità dei fatti, responsabilità effettive, e veri responsabili. Allo stato attuale, scatta solo un quesito: se e quanto la morte dell'avvocato Bosco, non potendo quest'ultimo più rispondere dei presunti reati commessi, possa portare o meno a una brusca frenata o rallentamento nella ricerca di verità, appunto, e responsabilità.





Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2024 alle 11:03 sul giornale del 19 aprile 2024 - 78 letture






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