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Milano: "C'è un'altra strada - Stop al codice della strage": La città di Milano dice "mai più vittime per la strada"

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Un video ironico e molto significativo, ma soprattutto tante persone che hanno detto il loro secco NO agli incidenti stradali che, nell'ultimo anno, hanno fatto oltre 3mila vittime. Questo il significato della manifestazione di sabato, "C'è un'altra strada - Stop al codice della strage".

Il G7 dei Trasporti è finito. Tutti i ministri dei trasporti dei Paesi UE hanno lasciato Milano, ma nella città della Madonnina aleggia la voglia di cambiare e vivere la strada in modo completamente diverso.

Un messaggio chiaro, trasmesso in primis da un simpatico e ironico video, che prende in giro il nostro attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, arrivato in ritardo all'appuntamento del G7 in quanto bloccato in mezzo al traffico, mentre i suoi colleghi europei giungono in loco a piedi, in bici, o con i mezzi pubblici. Dopo il video, è stata la gente scesa in piazza a manifestare per dire quale strada vogliono vedere e vivere.

Questo, il senso e l'obiettivo della manifestazione anti-G7 che si è svolta tre giorni fa, nel pomeriggio sabato 13 aprile, a Milano e dal titolo “C'è un'altra strada - Stop al codice della strage”. Evento voluto da “Città delle persone”, con la preziosa collaborazione di Cittadini per l'Aria Onlus, Sai che puoi?, Fiab Milano Ciclobby Onlus, Genitori Antismog ETS con Clean Cities Campaign. Per l'occasione, Corso Venezia è stato chiuso al traffico e, lungo la strada, le rispettive carreggiate hanno rivestito due ruoli: 1- Da un lato, il ruolo odierno ossia il ritratto più drammatico della strada con i suoi oltre 3mila morti, vittime di gravi incidenti stradali. 2- Dall'altro lato, un'altra strada; la strada che tutti vorremmo vedere ovvero con meno auto, più bici, più gente che cammina a piedi, gioca a pallone con i propri bimbi, oppure si dedica ad attività ludico-creative.

“Mai più vittime per la strada”. Il secco NO di Milano, città che vuole veramente cambiare.



Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2024 alle 12:11 sul giornale del 16 aprile 2024 - 42 letture






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