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Gucci reloaded, inizia l’era post Michele

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(Adnkronos) - E’ come ripartire da un foglio bianco. Punto e a capo. Quasi fosse una transizione, via tutti gli strati, un ritorno al basic.

Da Gucci l’era post Alessandro Michele è iniziata oggi con uno show minimalista affidata all’ufficio stile interno. Otto anni dopo l’esordio in passerella dell’uber stilista che ha cambiato per sempre il corso della griffe fiorentina, le cose sembrano cambiate radicalmente.  Via la teatralità, lo stile massimalista, il camp, ora è la sobrietà a farla da padrone sulla passerella di via Mecenate, headquarter del brand, dove Gucci manda in scena una collezione maschile che sembra fare tabula rasa di quello che in questo ultimi anni ha rappresentato l’etichetta di Kering. Dopo il pasto luculliano offerto per anni da Michele, che ha lasciato il brand nel novembre scorso, ora serve ripartire da zero.   "L'improvvisazione è un atto collaborativo" fa sapere il gruppo in una nota. Sulle note della performance dal vivo della band Ceramic Dog di Marc Ribot e una colonna sonora creata per l'occasione si sviluppa il guardaroba maschile. A fare da fil rouge alla collezione il Crystal GG, nuova interpretazione del tessuto monogramma in canvas creato negli anni '70, spalmato sulle workwear jumpsuit, sulle borse e calzature oversize.   Il nuovo corso è qui e ora. E passa anche per le silhouette anni Settanta, per i capispalla over, le canotte e i cappellini, mentre i capi da motociclista rendono omaggio a pezzi d'archivio dei primi anni 2000 o si abbinano con i soprabiti dal taglio scultoreo. Ispirati alla stessa epoca, pantaloni denim scoloriti come se fossero stati lavati con carburante e abbelliti con il logo utilizzato da Gucci in occasione dell'apertura del negozio di New York nel 1953. C’è un filo dell’andoginia alla Michele maniera che passa per le gonne pantalone dal taglio morbido o i maglioni con i loghi glitterati fino ai foulard vintage che decorano borse e pantaloni in denim. Dall’archivio la chiusura a pistone disegnata da Tom Ford per Gucci, che caratterizzano la reinterpretazione della borsa Jackie.  Le custodie per abiti sono indossate come borse a tracolla, il mocassino con morsetto è rivisitato. Il percorso sembra tracciato, la prima prova senza Michele agli addetti ai lavori sembra più un rito di transizione in attesa del passaggio di testimone, che non un vero e proprio nuovo capitolo, con la nomina del prossimo direttore creativo attesa a breve. Dal front row, intanto, François-Henri Pinault, patron di Kering, il colosso del lusso che detiene il marchio, annuisce e interpellato dai cronisti si limita a un laconico ‘I liked it’.  (di Federica Mochi) 


Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 14-01-2023 alle 11:12 sul giornale del 16 gennaio 2023 - 34 letture






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