Assemblea ANCI, presidente Fontana a Bergamo: "Ruolo Sindaci cruciale per la Lombardia del futuro, guardiamo al 2030"

6' di lettura 22/11/2022 - Il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto martedì, alla Fiera di Bergamo, all’apertura della 39esima Assemblea annuale dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) cui ha preso parte anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Questo il discorso pronunciato dal presidente Fontana.

“Viviamo un contesto che mina stabilità e coesione sociale.
Lo sanno bene i Sindaci qui presenti, la prima linea dell’azione pubblica, cui affidiamo l’arduo e bellissimo compito di dare risposte ai bisogni dei cittadini, punto di riferimento e concretezza di scelte politiche e amministrative.

Dico, in primis, Grazie!

È imprescindibile il ruolo di Enti e Amministratori locali per costruire una visione sul futuro. La visione lombarda punta – certamente – sul protagonismo dei territori.

La Lombardia è l’insieme delle tante e spiccate vocazioni e identità, l’unicum che si genera dalla diversità.

La Lombardia del 2030 sarà una grande Smartland, connessa in tutte le sue aree, dalla bassa pianura padana alle montagne della Valtellina passando per la metropoli milanese.
La lezione pandemica ci ha reso più consapevoli del valore delle relazioni, della prossimità, dell’interconnessione tra città e piccoli centri, tra aree industrializzate e agricole.

Occorre continuare ad investire su infrastrutture e reti materiali e digitali, su opere e servizi per la mobilità.
Occorre superare il digital divide che affligge alcune aree della nostra Regione: il piano Open Fiber è ancora troppo lento per assecondare il naturale e tradizionale dinamismo delle nostre comunità, anche se abbiamo visto progressi negli ultimi tempi.

La competizione collaborativa fra territori è la chiave lombarda per esaltare le peculiarità di ognuno e volgerle in fattori di attrattività e innovazione.

Il masterplan socioeconomico che stiamo costruendo con i territori per le Olimpiadi Invernali Milano – Cortina 2026 costituisce un’occasione unica in tal senso.

E tante altre, le sfide per la Lombardia 2030.

Un nuovo welfare: con ospedali all’avanguardia, servizi digitali, medicina di territorio, nel solco tracciato dalla riforma del sistema e con l’operatività delle Case di Comunità.
Su questo fronte è determinante il raccordo con i Comuni per la programmazione e attuazione di servizi sociali a favore dei nostri cittadini più fragili.

L’innovazione e il capitale umano: con la ricerca, pubblica e privata, a vantaggio del vasto tessuto di piccole e medie imprese, e con adeguati investimenti nella scuola, università e formazione professione, quali ambiti in cui far crescere e maturare le intelligenze, liberare le energie, premiare il merito e la voglia di emergere di tanti giovani.
Ricerca e innovazione sono per noi la chiave per un futuro sostenibile, per offrire opportunità di crescita rispettando le risorse naturali.

La nostra Lombardia vanta un capitale sociale senza eguali: enti culturali e tessuto associativo sono un pilastro da sostenere e valorizzare in una logica di rete e integrazione tra pubblico e privato.

Infine, la visione della Lombardia del futuro comporta una vasta attività di semplificazione, che fin dall’inizio del mio mandato ho messo a fuoco come priorità strategica.
Occorre metter mano al Codice degli Appalti ma serve – soprattutto – un’inversione di rotta rispetto alla cultura del sospetto e verso una maggiore fiducia in cittadini e imprese.

Dobbiamo tornare a investire sulla pubblica amministrazione: con nuovi talenti e leve, dopo anni di patto di stabilità, oggi siamo tornati alla progettazione e occorrono competenze per mettere a terra le risorse.
Occorre rivedere la Legge Delrio: Provincie e Città Metropolitane in Lombardia possono svolgere un ruolo di coordinamento e gestione amministrativa di cui c’è bisogno.

La Lombardia ha visione e metodo: ottimizzare gli investimenti, evitare dispersioni e duplicazioni.
Questo abbiamo fatto con il PNRR, malgrado il ruolo marginale nella programmazione e gestione delle risorse.
Lo abbiamo fatto con la programmazione comunitaria a vantaggio di aree urbane con cui firmeremo le convenzioni entro quest’anno per avviare le Strategie Urbane Sostenibli anticipando ancor prima della definizione puntuale a livello nazionale e per le aree interne, integrando le risorse comunitarie con risorse autonome e individuando 14 aree, al fine di costruire una agenda per il ‘contro esodo’.

Lo abbiamo fatto con il ‘Piano Lombardia’, un piano straordinario di investimenti in risposta alla crisi pandemica: abbiamo messo in campo un programma straordinario di investimenti, che ho voluto paragonare al “Piano Marshall”, quasi 4 miliardi di investimenti, che generano un valore complessivo di 6 miliardi in ambiti strategici per uno sviluppo del territorio a medio – lungo termine, come ad esempio: interventi stradali e di manutenzione; opere ferroviarie; trasporto pubblico e l’intermodalità; mobilità ciclistica; difesa del suolo; rigenerazione urbana valorizzazione e sviluppo della montagna; recupero dei borghi storici, ecc.
Risorse regionali autonome che consentono ai nostri sindaci di realizzare opere attese da anni e che permettono di liberare energie dal rilancio delle imprese locali.

Visione e metodo si accompagnano a sinergie efficaci, così possiamo definire i nostri rapporti con Anci Lombardia.
Fianco a fianco nel realizzare Centri di Competenza per supportare concretamente i piccoli Comuni nelle loro progettualità, a sostegno della richiesta di revisione dell’indice di svantaggio e, infine, operativi con strumenti nuovi di programmazione negoziata, per gli interventi di carattere locale.

In conclusione, sono convinto che la responsabilità di un Ente di governo sia anche quella di immaginare e costruire ora l’Italia e la Lombardia del 2030.
Una Lombardia in cui è bello e semplice vivere, studiare, lavorare e muoversi.
Una Lombardia in cui chi può correre è libero e chi fa più fatica trova qualcuno in grado di accompagnarlo.

L’autonomia differenziata è la nostra occasione per ridisegnare le competenze e affermare il protagonismo e la responsabilità di Comuni ed Enti.
Vogliamo costruire questo orizzonte insieme ai territori, perché rifuggiamo ogni idea di riproporre un centralismo a livello regionale.
Quando parlo della Lombardia parlo del suo sistema istituzionale: noi abbiamo sempre sostenuto che l’istituzione Regione deve costruire un sistema istituzionale coeso e basato sul principio di sussidiarietà verticale, che semplifichi e definisca le funzioni tra i diversi attori istituzionali a beneficio di cittadini, imprese e della stessa pubblica amministrazione.

Pensiamo all’autonomia come assunzione di responsabilità, come strumento per affermare una nuova stagione dell’autonomismo che da sempre ha visto protagonisti i Comuni e senza i quali la Regione da sola può poco. Non vogliamo più risorse ma vogliamo decidere come spendere al meglio quelle che abbiamo per avere servizi più efficienti.

Regione Lombardia è pronta a fare la sua parte, ad assumere la regia di un sistema policentrico e virtuoso di relazioni, competenze e buon governo capace di migliorare la vita dei propri cittadini, memori della ‘santa virtù’ del bene comune che Ambrogio Lorenzetti seppe mirabilmente rappresentare nella sua Allegoria del Buon Governo, (1338-1339)’.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-11-2022 alle 19:02 sul giornale del 23 novembre 2022 - 12 letture

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