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comunicato stampa

Milano. Ancora violenze nel carcere minorile, Sappe lancia l'allarme: "Giustizia minorile torni alle dipendenze del DAP"

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Violenta aggressione, ieri nel pomeriggio, nel carcere minorile Beccaria di Milano.

“Quel che è successo ieri conferma che anche nelle carceri per minori, come in quelle per adulti, la situazione è tornata da tempo a livelli allarmanti senza vedere gli auspicati provvedimenti correttivi”,spiega il segretario regionale per la Lombardia del SAPPE Alfonso GRECO. “Ieri, durante la chiusura dell‘aria, un detenuto che non voleva rientrare in cella ha spintonato e cercato di dare un pugno all’Agente di Polizia Penitenziaria addetto ai passeggi e solamente l’intervento del preposto e di altri colleghi ha evitato il peggio, consentendo di ripristinare l’ordine e la sicurezza dell’istituto. L’Agente aggredito, al quale il Sappe esprime la propria solidarietà, è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso del nosocomio cittadino. In Lombardia, nelle carceri regionali, ogni giorno c’è un evento critico e per fortuna il personale di Polizia Penitenziaria svolge il servizio con grande professionalità, ma la situazione è grave. Cosa si aspetta ad assumere quei provvedimenti urgenti e non più rinviabili per l’IPM Cesare Beccaria di Milano?”.

Anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime vicinanza e solidarietà al personale di Polizia Penitenziaria che lavora all’Istituto penale per Minorenni di Milano ed aggiunge: “Quanto accaduto ieri al Beccaria deve necessariamente far riflettere per individuare soluzioni a breve ed evitare che la Polizia penitenziaria sia continuo bersaglio di situazioni di grave stress e grande disagio durante l'espletamento del proprio servizio. Non possono più essere ammissibili e tollerabili atteggiamenti prevaricatori, arroganti da parte di una utenza che ormai, è notorio a tutti, è sempre più spietata ed insofferente al regime penitenziario, sia adulto che minorile! La politica deve farsi carico di tale problema assumendo idonee iniziative legislative per risolvere quando prima tale questione, e non quella scellerata che consente oggi ad ultradiciottenni di essere ristretti in un carcere minorile! Il Sappe, in merito a quanto accaduto, intende rivolgere la propria vicinanza ai poliziotti per il coraggio e le capacità dimostrate dai baschi azzurri di Milano!”.

Il leader del SAPPE ricorda che “come primo Sindacato della Polizia Penitenziaria abbiamo in più occasioni chiesto ai vertici del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità che le politiche di gestione e di trattamento siano adeguate al cambiamento della popolazione detenuta minorile, che è sempre maggiormente caratterizzata da profili criminali di rilievo già dai 15/16 anni di età e contestualmente da adulti fino a 25 anni che continuano ad essere ristretti. La realtà detentiva minorile italiana, come denuncia sistematicamente il SAPPE, è più complessa e problematica di quello che si immagina: per questo si dovrebbe ricondurre la Giustizia minorile e di Comunità nell’ambito del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria piuttosto che mantenerla come Dipartimento a sé”.

Per Capece, infatti, “a questo hanno portato questi anni di ipergarantismo nelle carceri, dove ai detenuti è stato praticamente permesso di auto gestirsi con provvedimenti scellerati ‘a pioggia’ come la vigilanza dinamica e il regime aperto, con detenuti fuori dalle celle pressoché tutto il giorno a non fare nulla nei corridoi delle Sezioni. E queste sono anche le conseguenze di una politica penitenziaria che invece di punire, sia sotto il profilo disciplinare che penale, i detenuti violenti, non assumono severi provvedimenti. Ormai picchiare un poliziotto in carcere senza subìre alcuna conseguenza è diventato quasi uno sport nazionale, nella indifferenza della politica e dei vertici dell’amministrazione Penitenziaria”. E si rivolge direttamente a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia e Premier in pectore”: “Al nuovo Ministro della Giustizia che verrà chiedo di avere quel coraggio che non hanno avuto i suoi predecessori nel modificare l’insostenibile e pericolosa situazione delle carceri italiane, per adulti e minori. Non si può continuare così: la tensione che si vive nelle carceri è costante e lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che ogni giorno, nelle galere d’Italia, sono le vittime di aggressioni, umiliazioni, improperi, ferimenti, risse e colluttazioni da parte della frangia violenta dei detenuti. Servono con urgenza provvedimenti. E la via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere, prevedendo che gli adulti non siano più ristretti nei penitenziari per minorenni e che il DAP assorba tutte le competenze della Giustizia minorile”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-10-2022 alle 16:23 sul giornale del 21 ottobre 2022 - 52 letture






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