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DDL Zan: Sala, "Facciamo gli stati generali a Milano"

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beppe sala

"Milano ha la comunità Lgbt più ampia e attiva in Italia, è la città che da questo punto di vista deve essere guida. Perché non convochiamo qui una sorta di stati generali sul tema con i rappresentanti politici che non vogliono scappare e vogliono arrivare a una soluzione?". La proposta arriva dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, durante un evento al Teatro Puccini con il deputato Alessandro Zan.

Un invito a tutti quegli esponenti politici "che devono sentirsi in dovere" di portare avanti il dialogo sul tema: "Vengano qui- dice Sala- per una discussione sana e tranquilla. Credo che possa avere senso perché questa è Milano". In città "abbiamo la capacità di essere sempre avanti e sappiamo come fare le cose. Alessandro pensaci- continua il sindaco rivolgendosi a Zan e a tutto il parlamento- se siete disponibili vi convoco immediatamente".

D'altronde, per Sala con l'affossamento al Senato del decreto contro l'omotransfobia "abbiamo perso noi che volevamo vedere portato a termine questo processo faticoso, sono d'accordo che si è persa una battaglia- fa notare- ma si va avanti. Il punto non è prima o poi vinceremo, ma trovare una formula per dire: vinciamo ora". Insomma, chi fa politica, secondo Sala, "deve sentire il dovere culturale di far capire alla gente di cosa si sta trattando e come il Paese vuole progredire". E "a me- insiste il primo cittadino- la cosa che più dà fastidio di una parte della politica è che te la cavi a battibecchi e provocazioni, una cosa tristissima". Per il sindaco meneghino i veri vincitori in tutto ciò sono i giovani, i quali "rispetto alla nostra capacità politica di dare una dimensione concreta alle cose. Loro sono già oltre".

Insomma, una vittoria miope quella degli osteggiatori del Ddl Zan, destinati secondo Sala a lasciare il passo: "C'è stata una parte di sinistra e un'altra di destra" che hanno ostacolato l'iter della legge, "ma questa parte della politica- osserva- sarà travolta quando questi giovani cresceranno". Dunque, la questione non è politica ma include "la libertà di essere e la libertà di amare: questo è il progresso, e bisognerebbe fare un referendum su questo", conclude il primo cittadino milanese. (Fonte Dire)



beppe sala

Questo è un articolo pubblicato il 05-11-2021 alle 20:08 sul giornale del 06 novembre 2021 - 134 letture