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Dedicata a Cristina Trivulzio di Belgioioso la prima statua femminile a Milano

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Milano ha la sua prima statua dedicata ad una notta. Meglio tardi che mai. E' stata inaugurata l'effige dedicata a Cristina Trivulzio di Belgioioso, patriota, giornalista e scrittrice, vissuta dal 1808 al 1871.

"Milano ha fatto un piccolo passo, simbolico, ma pieno di significato dedicando una statua a Cristina Trivulzio di Belgioioso, una donna che ha dato tanto alla nostra città. L'assenza di monumenti dedicati alle tante donne protagoniste della nostra storia era una vergogna che andava sanata, soprattutto in una città come Milano, che ha fatto dell’uguaglianza tra i generi un suo impegno distintivo. Ringrazio di cuore la Fondazione Brivio Sforza che ha realizzato questo progetto in collaborazione con l’Impresa culturale creativa Le Dimore del Quartetto e con il patrocinio del Comune -ha detto il sindaco Beppe Sala-. La posa di questo monumento è un primo passo che sarà seguito, nei mesi e negli anni a venire, da tante iniziative destinate a restituire alle donne il giusto riconoscimento per il contributo essenziale allo sviluppo economico, politico, sociale, scientifico e artistico del Paese. Pochi giorni fa abbiamo annunciato che erigeremo una statua a Margherita Hack. La statua sarà inaugurata nella primavera del 2022 e sarà la seconda statua dedicata a una figura femminile a Milano, la prima sul suolo pubblico. Questa Amministrazione ha deciso di dedicare un’attenzione particolare anche alla toponomastica intitolando alle donne vie e piazze della città. Lo scorso maggio, ad esempio, abbiamo dedicato a Rita Levi-Montalcini il Decumano nell’ex Area Expo".

"Lo stesso principio vale per l’attribuzione delle onorificenze cittadine e delle iscrizioni al Famedio. L’attenzione a questi aspetti che possono sembrare formali – ma non lo sono – non toglie nulla all’impegno quotidiano del Comune a favore del mondo femminile. Penso alla promozione della parità di genere nei ruoli apicali amministrativi e politici o alla creazione di strutture come le Case delle Donne in ogni quartiere. L’affermazione dei diritti della donna purtroppo non è un processo scontato e il lavoro da fare è ancora tanto, in Italia e nel Mondo. Noi, da Milano, stiamo provando a fare la nostra parte. A questo proposito, la nostra città chiederà ufficialmente il riconoscimento del Premio Nobel per la Pace alle donne dell'Afghanistan, per la loro battaglia per la democrazia in uno dei momenti più bui del loro Paese.Milano ha fatto un piccolo passo, simbolico, ma pieno di significato dedicando una statua a Cristina Trivulzio di Belgioioso, una donna che ha dato tanto alla nostra città. L'assenza di monumenti dedicati alle tante donne protagoniste della nostra storia era una vergogna che andava sanata, soprattutto in una città come Milano, che ha fatto dell’uguaglianza tra i generi un suo impegno distintivo -prosegue il primo cittadino- Ringrazio di cuore la Fondazione Brivio Sforza che ha realizzato questo progetto in collaborazione con l’Impresa culturale creativa Le Dimore del Quartetto e con il patrocinio del Comune. La posa di questo monumento è un primo passo che sarà seguito, nei mesi e negli anni a venire, da tante iniziative destinate a restituire alle donne il giusto riconoscimento per il contributo essenziale allo sviluppo economico, politico, sociale, scientifico e artistico del Paese".

Pochi giorni fa il Comune ha annunciato che presto sarà eretta una statua a Margherita Hack. La statua sarà inaugurata nella primavera del 2022 e sarà la seconda statua dedicata a una figura femminile a Milano, la prima sul suolo pubblico. "Questa Amministrazione ha deciso di dedicare un’attenzione particolare anche alla toponomastica intitolando alle donne vie e piazze della città. Lo scorso maggio, ad esempio, abbiamo dedicato a Rita Levi-Montalcini il Decumano nell’ex Area Expo. Lo stesso principio vale per l’attribuzione delle onorificenze cittadine e delle iscrizioni al Famedio. L’attenzione a questi aspetti che possono sembrare formali – ma non lo sono – non toglie nulla all’impegno quotidiano del Comune a favore del mondo femminile -conclude Sala- Penso alla promozione della parità di genere nei ruoli apicali amministrativi e politici o alla creazione di strutture come le Case delle Donne in ogni quartiere. L’affermazione dei diritti della donna purtroppo non è un processo scontato e il lavoro da fare è ancora tanto, in Italia e nel Mondo. Noi, da Milano, stiamo provando a fare la nostra parte. A questo proposito, la nostra città chiederà ufficialmente il riconoscimento del Premio Nobel per la Pace alle donne dell'Afghanistan, per la loro battaglia per la democrazia in uno dei momenti più bui del loro Paese".



Questo è un articolo pubblicato il 16-09-2021 alle 12:15 sul giornale del 17 settembre 2021 - 161 letture