Imprese. Confindustria Lombardia: Green Deal UE blocca industria

smog 3' di lettura 21/07/2021 - (DIRE) Milano, 21 lug. - "Oggi il confronto non è più tra Stato e Stato, ma tra continenti. Se l'Europa vuole recitare un ruolo importante, deve decidere se sviluppare il mondo dell'industria, incentivando la competitività. Non possiamo accettare scelte che nel 2035 bloccherebbero l'industria, creando un milione e mezzo di disoccupati. Non siamo contro il Green Deal, ma contro l'imposizione di certe decisioni".

L'appello arriva dal presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, durante la presentazione del Rapporto Indagine Internazionalizzazione 2021, realizzato dagli industriali in collaborazione con Assolombarda, Sace, Ispi e Ice Agenzia. Nello specifico, Bonometti si riferisce alla proposta avanzata dall'Ue di mettere fuori mercato le vetture inquinanti a partire dal 2035, data nella quale le emissioni di Co2 dovranno essere azzerate del tutto, dopo lo step del -55% fissato già per il 2030.

In ogni caso, "dopo aver perso oltre 13 miliardi di export" con la pandemia, "nei primi mesi del 2021- sottolinea il presidente lombardo degli industriali- c'è stata un'inversione di tendenza e abbiamo raggiunto livelli di esportazione vicini al precovid". Fondamentale dunque, "creare condizioni di normalità", per far sì che le aziende possano lavorare e non perdano le opportunità presentate dalla ripresa economica. Certo, "uno dei limiti dell'internalizzazione è la dimensione delle nostre aziende e l'arretratezza nella digitalizzazione", visto che, spiega Bonometti, "solo il 25% delle imprese italiane esporta". Ed è proprio per questo che "abbiamo un enorme potenziale per conquistare nuove quote di mercato all'estero- prosegue- dobbiamo far sì che il maggior numero di aziende possano esportare". In quest'ottica, per Bonometti, l'unione non può che fare la differenza: "Dobbiamo mettere insieme le aziende- commenta- visto che uno dei nostri limiti è la dimensione delle imprese, assume importanza rilevante il ruolo delle filiere". La ricetta dunque, è quella di accorpare "tecnologie e competenze" e alla Regione Lombardia "oltre che contributi- prosegue il presidente degli industriali- dobbiamo chiedere di accompagare le nostre aziende nei mercati emergenti, come hanno fatto altre regioni virtuose d'Europa, facendo scambi commerciali con le altre istituzioni".

Niente "gite scolastiche" però, avverte Bonometti, ma "scelte mirate". E in questo processo di internalizzazione "è importante avere a bordo le grandi imprese- continua- traino per le più piccole, che interessano anche agli altri Paesi visto che si portano dietro fornitori ed esperienze". Quindi, da un lato penetrare e 'sfondare' in altri Paesi, dall'altro sviluppare accordi commerciali per sviluppare le imprese. "Ma l'elemento fondamentale rimane la competività- aggiunge- se riesco a produrre a costi più bassi la strada è in discesa". E l'Italia "deve capire che se vuole crescere deve puntare sull'industria", parlando "di lavoro e di prendere gli ordini", perché "se crescono le imprese, cresce anche il territorio". Comunque "le imprese, specie quelle più piccole- conclude Bonometti- da sole non possono andare avanti. La Regione Lombardia ha dimostrato di aver messo al primo posto le imprese, lavorando insieme costruiremo un futuro migliore per tutti". (Run/ Dire)






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 21-07-2021 alle 12:19 sul giornale del 22 luglio 2021 - 124 letture

In questo articolo si parla di economia, agenzia dire

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/cbnK





logoEV