Milano: è morto Maurizio Principato, giornalista e storica voce di radio Popolare

2' di lettura 05/04/2021 - Era ricoverato in ospedale dall'11 marzo, dopo una caduta dalla bicicletta. Nelle ultime la situazione e il quadro clinico era notevolmente peggiorato, poi la morte.

Maurizio era nato a Rivarolo Canavese nel 1966, nel 1988 a radio Popolare, a Milano, aveva cominciato la sua carriera. Era un bravissimo bassista ed un grande appassionato di musica, oltre che di fumetti. I colleghi di radio Popolare hanno voluto ricordare Maurizio Principato così: "Per molti ascoltatori eri la mattina presto o la mezzanotte del martedì. Ovvero le aperture di musica classica della domenica, o la trasmissione nel cuore della notte dove miscelavi le tue musiche di qualità, con racconti di note e di emozioni. Per il palinsesto della radio però eri molto di più: le rubriche a Esteri e a Cult, le conduzioni estemporanea ovunque ce ne fosse bisogno, partire come inviato al Medimex di Bari o fare il corrispondente da Tel Aviv per una rassegna musicale".

"Ma per la vita della radio eri altro ancora, continua il collega di radioPop,: potevi indifferentemente suonare il basso con gli Abbo, la resident band aziendale, o affettare i cocomeri alle feste di ferragosto, oppure cercare uno sponsor o un contratto pubblicitario per una trasmissione. Tutti impegni da incastrare con quelli che avevi fuori dalla radio. E anche qui come varietà non si scherzava. Presentare un volume di Graphic Novel o organizzare un evento sugli Abba, raccontare il fascino che ti incutevano paesi come la Norvegia o altri lembi del profondo nord. O incantare gli astanti in una di quelle serate dove raccontavi la vita e la musica di artisti che trattavi come fossero stati tuoi compagni di scuola. Per esempio eri in grado di raccontare David Bowie come se lo avessi conosciuto personalmente", si legge nel pezzo a firma Claudio Agostoni, che ha scavato nel cassetto dei ricordi di Maurizio, ricordi ancora tutti attuali". "Dietro ai microfoni della radio o a quelli di una delle tue serate sapevi trasmettere la tua passione per la l’arte e la bellezza.

E lo facevi con una voce che è quella che vorrebbero avere tutti quelli che fanno radio. E proprio la tua voce, insieme ai tuoi sorrisi e alla tua presenza discreta, saranno una mancanza incolmabile, dichiarano i colleghi amareggiati da Radiopop. Ci piace pensare che forse ora potrai farti spiegare da Frank Zappa, il tuo maestro, i segreti delle sue follie che ancora non eri riuscito a decriptare. Dicevi spesso che «la vita è un viaggio», ma potevi anche non partire così presto…".






Questo è un articolo pubblicato il 05-04-2021 alle 13:09 sul giornale del 07 aprile 2021 - 233 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, umbria, articolo, Danilo Bazzucchi

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