E-mail di alcune aziende spiate a scopo di frode: perquisizioni e denunce

1' di lettura 06/04/2021 - La polizia postale ha denunciato 12 persone facenti parte di un gruppo criminale nigeriano che accedevano illegalmente alle e-mail utilizzate dalle aziende durante le transazioni commerciali per spiare la corrispondenza al fine di mettere in pratica frodi informatiche.

Sono state eseguite perquisizioni domiciliari, personali e informatiche nel nord Italia, a Torino, Genova, Monza, Ferrara, Voghera (Pv) ed in provincia di Alessandria.

L'indagine trae origine dalla frode informatica denunciata lo scorso settembre da un'azienda del terziario di Treviso, per il mancato pagamento di alcune fatture emesse nei confronti di una società indonesiana. Le somme frodate, per un importo di circa 155.000 euro, invece che finire sul conto corrente della parte offesa, venivano dirottate verso conti correnti aperti appositamente dall'associazione criminale. L'inganno, scoperto dalla polizia Postale di Treviso, è consistito nell'accedere con sofisticate strategie informatiche ad un indirizzo di posta elettronica aziendale e, dopo un'accurata opera di riprogrammazione delle impostazioni ad opera dei cyber criminali, questi si sono sostituiti all'azienda denunciante e, al momento del pagamento delle fatture hanno invitato la partner commerciale indonesiana ad effettuare i pagamenti su conti correnti bancari appositamente creati per impossessarsi del «bottino».

Le attività investigative hanno permesso di ricostruire l'organigramma dell'organizzazione criminale che ruota intorno ad un gruppo di matrice nigeriana gravitante in diverse parti del Paese. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate numerose carte di credito e telefoni cellulari utilizzati per il raggiro e le evidenze emerse hanno fornito ampi riscontri alle ipotesi investigative ampliando i quadri probatori a carico degli indagati.






Questo è un articolo pubblicato il 06-04-2021 alle 09:38 sul giornale del 07 aprile 2021 - 121 letture

In questo articolo si parla di cronaca, roma, lazio, articolo, Antonello Staccioli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bV7Z