Imprenditore bresciano simulò il suo sequestro, tre arresti

1' di lettura 30/03/2021 - La banda è accusata di sequestro di persona per scopo di terrorismo mentre ad Alessandro Sandrini è contestata la simulazione di reato e truffa.

Il sequestro dell'imprenditore bresciano Alessandro Sandrini, fu una truffa messa in atto con la complicità della vittima da una banda di tre persone finite in carcere martedì 30 marzo, su richiesta della Procura di Roma.

Secondo quanto accertato da Ros e Sco, i tre proposero all'italiano di simulare un sequestro di persona in cambio di denaro, ma una volta giunto in Turchia, come richiesto dalla banda, fu "venduto" ad un gruppo vicino ad Al Qaeda e trasferito in Siria, dove rimase dal 2016 al 2019 quando fu liberato. "È una situazione imbarazzante. Non credo che mio figlio possa aver fatto una cosa del genere. Io comunque non ho preso un solo euro".

Così Gianfranco Sandrini reagisce alla notizia dell'indagine della Procura di Roma a carico di suo figlio, e all'arresto di tre persone accusate di aver organizzato finti sequestri all'estero. Tra cui quelli dei bresciani Alessandro Sandrini e Sergio Zanotti.






Questo è un articolo pubblicato il 30-03-2021 alle 23:53 sul giornale del 01 aprile 2021 - 122 letture

In questo articolo si parla di cronaca, umbria, articolo, Danilo Bazzucchi

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