Polizia di Stato a Milano: Il Questore ammonisce “cyberbullo”

2' di lettura 29/03/2021 - Insulti, foto accompagnate da commenti estremamente denigratori, osceni e razzisti all’interno di un gruppo Whatsapp.

Le parole feriscono, molto più di quanto si creda. Soprattutto se la potenza degli insulti arriva tramite il web. Per il Concy (Centro nazionale cyberbullismo), un ragazzo su quattro in Italia tra 11 e 17 anni è stato coinvolto. ll bullo è sempre esistito ma negli ultimi anni si riscontrano maggiore rabbia, aggressività, mancanza di empatia. E si abbassa l’età: prima il bullo aveva dai 14 ai 16 anni; ora, in alcuni casi, si inizia già tra i 7 e gli 8 anni. Ma qualche segnale positivo c’è. I ragazzi stessi sono più consapevoli di questo fenomeno e hanno un maggior senso di giustizia: l’85,8% ritiene giusto denunciare un comportamento persecutorio.

Nel caso specifico, avvenuto a Milano, il trattamento aggressivo, ingiurioso e molesto è stato riservato ad una ragazzina tredicenne da parte di due cyberbulli di 13 e 15 anni. Dopo alcuni mesi di messaggi estremamente offensivi, la ragazza ha trovato la forza di farsi accompagnare dalla madre presso la Questura di Milano e ha raccontato ai poliziotti dell’Ufficio Stalking quanto le stava accadendo da mesi.

Sebbene la ragazza avesse più volte abbandonato il gruppo Whatsapp, puntualmente veniva reinserita in altri gruppi creati apposta per continuare nelle offese. I poliziotti della Divisione Anticrimine hanno immediatamente identificato il quindicenne cyberbullo ed è subito scattato l’Ammonimento del Questore. L’altro cyberbullo, tredicenne, non è stato ammonito, perché di età inferiore ai 14 anni, ma è stato comunque segnalato all’autorità competente.

Di fronte ai poliziotti che lo stavano ammonendo il quindicenne si è mostrato inizialmente superficiale, ma poi si è reso conto della gravità delle sue offese, anche grazie alla collaborazione della madre ignara delle condotte del figlio. Per il quindicenne è stato subito attivato il Protocollo Zeus e fissato un appuntamento con gli specialisti del CIPM, percorso che gli servirà a comprendere il disvalore sociale e penale delle sue azioni.

Questo percorso trattamentale si è dimostrato particolarmente efficace in condotte analoghe. Il giovane ha compreso in pieno il disvalore delle sue azioni tanto da manifestare l’intenzione di diventare formatore per la prevenzione del cyber bullismo.






Questo è un articolo pubblicato il 29-03-2021 alle 15:15 sul giornale del 30 marzo 2021 - 121 letture

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