Milano: donna uccisa in casa, preso il killer. Non aveva lasciato alcun segno

2' di lettura 18/11/2020 - Aveva soffocato e ucciso una donna 45enne in casa lo scorso 28 aprile e la polizia, ora, lo ha tratto in arresto per omicidio, in esecuzione di un'ordinanza del gip del Tribunale di Milano.

L'uomo era quasi riuscito a trasformare quel delitto in una morte naturale ma le tracce, soprattutto quelle del cellulare, hanno portato gli investigatori al cittadino egiziano. L'accusa è quella di omicidio aggravato per la morte di Stefania D., una prostituta di 45 anni che era stata trovata morta nella sua casa al numero 38 di via Lorenteggio a Milano.

Ad individuare il presunto killer sono stati gli agenti della Squadra Mobile, guidati da Marco Calì, che hanno dato esecuzione a una custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta del procuratore aggiunto Laura Pedio e del sostituto Cristiana Roveda.

L'omicidio rilevato dall'autopsia ha però svelato che la vittima era morta per la "rottura bilaterale dei cornetti tiroidei dovuta ad asfissia meccanica da compressione determinata da un'azione violenta di altra persona".

A quel punto, gli agenti hanno capito che c'era un omicida da ricercare e le susseguenti indagini hanno accertato che la sera prima del ritrovamento del corpo, in un orario compatibile con la morte, la 45enne aveva incontrato il 25enne con cui aveva preso appuntamento su Whatsapp. I poliziotti sono così riusciti a ricostruire che il presunto killer si era recato a casa della donna, salvo poi andare via una ventina di minuti dopo, presumibilmente senza aver consumato alcun rapporto sessuale.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti (confermata anche dalle immagini delle telecamere) i due avevano litigato e l'uomo aveva poi soffocato e ucciso la donna, prima di ritornare a San Giuliano Milanese al termine di quello che era il primo appuntamento tra i due.






Questo è un articolo pubblicato il 18-11-2020 alle 10:09 sul giornale del 19 novembre 2020 - 185 letture

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